L'OLIO COME FONTE DI LUCE - Museolio

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L'OLIO COME FONTE DI LUCE

Scendendo una ripida e stretta scala ci troviamo in uno degli ambienti più suggestivi della struttura.
Una vecchia cisterna che è stata completamente ristrutturata per permettere l'esposizione di quelli che sono i veri gioielli del museo: le lucerne, un centinaio di reperti provenienti da tutte le parti del mondo.

Uno dei primi utilizzi dell’olio d’olive è stato senz’altro quello della produzione di luce, e le prime lampade, utilizzate dai cavernicoli erano delle semplicissime cavità scavate nella pietra.
La prima lampada prodotta su scala industriale fu quella “Cananea” e che rimase in produzione nel medio oriente praticamente immutata dal tempo di Mosè fino ai primi secoli dopo Cristo.
Essenzialmente si tratta di un semplice piatto, al quale era pizzicato un bordo al fine di realizzare un’ansa dove poter inserire uno stoppino in cotone o altra fibra.
Il problema principale di queste lampade era la necessità di proteggere l’olio dalle impurità che potessero accidentalmente cadere nella lampada e di evitare che ne potesse uscire l'olio in essa contenuto.

Tutto questo venne superato dai greci con la copertura della parte superiore della lampada, che per la prima volta era realizzata al tornio.

La necessità di utilizzare per la loro produzione una mano d’opera specializzata e quindi rara e costosa era d'ostacolo alla diffusione di questo tipo di lampade.
I romani riuscirono a risolvere il problema realizzando le lampade non più al tornio, ma con l’utilizzo dello stampo.
In due matrici concave era pressata dell’argilla, e i due pezzi così realizzati erano poi assemblati.
Per questo tipo di produzione era sufficiente l’utilizzo degli schiavi e quindi le quantità prodotte aumentarono in modo significativo mentre la riduzione dei costi permise una grandissima diffusione.
Inoltre la decorazione poteva quindi essere ricavata nello stampo ottenendo delle pregevolissime raffigurazioni, come quella raffigurante un profilo femminile qui esposta.
Ma le lampade, oltre alla funzione di illuminazione, potevano anche essere utilizzate durante cerimonie religiose.

La religione ebraica attribuisce una grossa importanza all’olio e alle lampade da esso alimentate, in particolare la menorah e l’annukha.
Meno conosciuta è invece la lampada sabbatica che è accesa il venerdì sera all’imbrunire e deve rimanere accesa per tutta la festività del sabato fino all’alba della domenica.
La produzione di lampade a stampo prosegue in periodo bizantino, con lampade decorate e che presentano anche dei marchi di fabbrica e dura fino al medioevo.
In questo periodo si preferisce usare le candele che forniscono una luce più stabile e non hanno bisogno di una  manutenzione costante.


Le lampade di provenienza islamica presentano la caratteristica di avere il beccuccio sporgente dal corpo tondeggiante. Questa caratteristica rimane costante anche quando ci riferiamo ad aree piuttosto lontane come il Marocco e il Medio Oriente.
La decorazione di una di queste lampade esposte richiama inoltre il caratteristico tema del pavone.



Altre lampade avevano degli usi particolari, tra quelle esposte è caratteristica quella che era utilizzata per controllare la cottura del pane all’interno dei forni sardi.
All’interno di questi era presente, infatti, un gancio al quale si appendeva questa piccola lampada di forma quadrata realizzata in ferro per poter resistere alla temperatura elevata.
Per l’illuminazione, oltre all’olio d’oliva, nei paesi in cui non era presente si sono utilizzati diversi oli e grassi, tra cui l’olio di balena.
Le lampade che utilizzavano questo combustibile era appunto chiamate “Whale”, balena.




Nel 1800 si assiste ad un recupero dell’utilizzo dell’olio d’oliva per l’illuminazione.
La lucerna più diffusa in questo periodo fu sicuramente quella denominata “fiorentina”.
Il materiale di costruzione più comune era senz’altro l’ottone, anche se non ne mancano di preziose realizzate in vetro o metalli nobili.
Le lampade di questo tipo richiedevano per un funzionamento ottimale di un controllo e di una manutenzione costanti. Per questo scopo appese alla lampada erano sempre presenti i vari attrezzi che permettevano di mantenerla in piena efficienza.


Con l’avvento del gas prima e della luce elettrica in un secondo tempo, l’uso dell’olio come fonte di illuminazione venne sempre maggiormente abbandonato e ora è utilizzato quasi esclusivamente per le funzioni religiose.
 
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