Lucerne - Museo dell'olio

MENU
Vai ai contenuti

OLEOTURISMO



DOVE
SIAMO




IL NOSTRO
FRANTOIO



I PRODOTTI
DELLA NOSTRA
AZIENDA



L'OLIO COME FONTE DI LUCE

Scendendo una ripida e stretta scala ci troviamo in uno degli ambienti più suggestivi della struttura.
Una vecchia cisterna che è stata completamente ristrutturata per permettere l'esposizione di quelli che sono i veri gioielli del museo: le lucerne, un centinaio di reperti provenienti da tutte le parti del mondo.

Uno dei primi utilizzi dell’olio d’olive è stato senz’altro quello della produzione di luce, e le prime lampade, utilizzate dai cavernicoli erano delle semplicissime cavità scavate nella pietra.
La prima lampada prodotta su scala industriale fu quella “Cananea” e che rimase in produzione nel medio oriente praticamente immutata dal tempo di Mosè fino ai primi secoli dopo Cristo.
Essenzialmente si tratta di un semplice piatto, al quale era pizzicato un bordo al fine di realizzare un’ansa dove poter inserire uno stoppino in cotone o altra fibra.
Il problema principale di queste lampade era la necessità di proteggere l’olio dalle impurità che potessero accidentalmente cadere nella lampada e di evitare che ne potesse uscire l'olio in essa contenuto.

Nei primi anni del 1900 tutto il complesso fu acquistato dal notaio Francesco Locci (1880-1966) di cui esponiamo una bella immagine a cavallo, il quale intraprese, oltre alla produzione d’olio dai suoi oliveti, anche l’attività di molitura delle olive per conto terzi.
Per la sua professione, nella zona,  era appunto conosciuto come Su Notariu (Il Notaio) e da qui la definizione de Sa mola de su Notariu (Il frantoio del Notaio) rimasta per tanti anni ad identificare il frantoio di famiglia e che oggi dà il nome al museo.
Per oltre quattrocento anni l’attività olearia si è svolta ininterrottamente all’interno dei locali in cui oggi è ospitato il museo fino alla fine degli anni settanta, quando il frantoio è stato trasferito in nuovi locali e dotato di modernissimi macchinari.
Torna ai contenuti